La "Banda
Scala", composta da 5 artisti lecchesi, racconta e interpreta nel suo
spettacolo le storie più vive e divertenti della tradizione dialettale
lombarda e del miglior cabaret meneghino.
La mimica, i gesti e la recitazione che accompagnano ogni canzone coinvolgono
e rendono complice il pubblico che ritrova la schietta energia della cultura
dialettale lombarda.
Animata dalla passione per la canzone popolare e di costume la "Banda
Scala" ha trovato la sua ispirazione nei canti dialettali e nelle piccole
storie quotidiane, di cui descrive l'ambiente e la situazione, a volte con
un approccio ironico, altre volte con fare sospeso tra il serio e il faceto,
ricostruendo atmosfere perdute.
Sulle
scene da 5 anni la "Banda Scala" ha presentato con successo il suo
spettacolo in teatri, sagre, manifestazioni di piazza e locali tradizionali.
Alla fine degli anni cinquanta e negli anni sessanta, lo spettacolo cabarettistico non era incentrato soltanto su scenette o monologhi, gli artisti salivano sul palco e interpretavano delle canzoni che avevano la piccola pretesa di descrivere un ambiente o una situazione.
Per far rivivere gli esordi del cabaret meneghino, ma anche per rendere omaggio alla scuola milanese e alla musica popolare di quegli anni, la "Banda Scala" presenta un excursus nella canzone d'autore umoristica dei "maestri": da Giorgio Gaber a Enzo Jannacci, da Dario Fo a Nanni Svampa, fino all'umorismo sofisticato di Brassens.
Un modo per ritrovare il piacere dell'ironia e della comicità di un tempo e con esse lo spirito di una forma di spettacolo unica, che scava nella tradizione, ma che la trascende con il suo anticonformismo e la sua vena dissacratoria, creando quel rapporto peculiare tra artista e pubblico che la contraddistingue.
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